Malattie genetiche

Malattie orfane

Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della salute, una malattia è considerata rara, se colpisce meno di una persona su 2000. Nonostante, a prima vista, questo numero possa sembrare piccolo, il numero assoluto delle persone colpite è impressionante: in effetti, in Europa sono 30 milioni le persone affette da malattie rare, mentre in Svizzera sono 400’000. Il numero delle malattie rare è pari, secondo stime recenti, a circa 7’000.

  • L‘80% delle malattie rare è di origine genetica.
  • Nel 75% dei casi la malattia si manifesta nell’infanzia.
  • Per nessuna di queste malattie esiste finora una vera e propria cura; nel migliore dei casi esistono terapie o medicamenti che permettono di attenuarne i sintomi.
  • La maggior parte delle malattie rare è di tipo cronico, progressivo e degenerativo; spesso anche fatale.
  • Il 30% dei malati muore prima di aver raggiunto il 5° anno di età.

Per saperne di più:
www.orphanet.ch

Malattie genetiche

Tutti gli esseri viventi sono costituiti di cellule. Ogni cellula ha un nucleo in cui si trovano i cromosomi. L’uomo ne ha 23 paia. I cromosomi contengono i geni, che codificano l’informazione e fanno di ciascuno di noi quello che siamo. L’insieme dei nostri geni costituisce il genoma.

A dipendenza della sua funzione, in una cellula (cutanea, epatica, muscolare ecc.) sono attivati i geni necessari, mentre altri geni vengono disattivati.

I geni sono porzioni di DNA (acido desossi-ribonucleico). Il DNA è una lunga molecola con una forma che ricorda la scala a chiocciola. I “gradini” sono costituiti da coppie di piccole molecole, detti nucleotidi: A (adenina) con T (timina), G (guanina) con C (cisteina) (vedi immagine). Se un gene è attivo, la scala a chiocciola è aperta come una cerniera lampo da un enzima apposito e la sequenza dei nucleotidi viene interpretata. Specifiche combinazioni di tre nucleotidi corrispondono a un aminoacido, che è prelevato dal plasma cellulare e attaccato all’aminoacido precedente. In questo modo, una porzione di DNA è tradotta in una catena di aminoacidi. Le catene di aminoacidi sono dette anche proteine e determinano la struttura e la funzione della cellula.

A volte, la sequenza dei nucleotidi del DNA contiene un errore (una mutazione). Una mutazione può essere ereditata dai genitori o anche apparire spontaneamente. La mutazione cambia la sequenza dei nucleotidi e la nuova combinazione può introdurre un altro aminoacido nella catena oppure non corrispondere ad alcun aminoacido e interromperla. Nel primo caso, a dipendenza della posizione dell’aminoacido nella catena, può accadere che la proteina mantenga ugualmente la sua funzione o che invece essa venga alterata. Nel secondo caso, la sintesi della proteina non è completata e la funzione è compromessa.

La manifestazione della malattia dipende da diversi altri fattori. Per esempio, in alcuni casi l’assenza di una certa proteina non è grave per la cellula, perché altre proteine sono in grado di effettuare la stessa funzione.

La maggior parte dei geni è presente su due cromosomi, cosicché la presenza della proteina dal gene intatto è sufficiente per una funzione cellulare normale. Questo spiega anche perché esistono “portatori sani” in una famiglia: alcune malattie si manifestano solo se sono stati ereditati contemporaneamente due geni difettosi. Solo una coppia di cromosomi è costituita da due cromosomi non identici: i cromosomi sessuali (XX per il sesso femminile e XY per il sesso maschile). In certe malattie il gene mutato si trova sul cromosoma X: una bambina che eredita un cromosoma mutato dai genitori rimane sana, perché possiede un altro cromosoma X che ne compensa le funzioni; un bambino invece, che ha ereditato da sua madre il cromosoma X mutato, non possiede un gene intatto su un secondo cromosoma X e quindi si ammala.

Significato per i malati

L’elevato numero di possibili malattie genetiche e il numero relativamente basso di malati per ogni tipo di malattia hanno conseguenze sulla qualità di vita delle persone colpite da queste affezioni e causano importanti difficoltà:

  • Poiché le malattie sono rare e i sintomi non sempre specifici, esse spesso non vengono riconosciute dai medici di famiglia a causa della scarsa esperienza.
  • I centri specializzati si trovano solo nelle grandi città o all’estero.
  • I malati spesso ricevono una diagnosi definitiva solo dopo anni dalla comparsa dei primi sintomi e quindi anche una terapia appropriata (se esistente) viene iniziata con grande ritardo.
  • Per alcune malattie si conosce oggi l’origine genetica, per altre esiste solo una descrizione dei sintomi.
  • I malati si sentono isolati in una società che non conosce o non sa valutare le conseguenze della loro malattia oppure sono geograficamente isolati e non possono facilmente stabilire contatti con altri che si trovano nella stessa situazione.
  • La terapia, se esiste, deve essere seguita per tutta la vita e rappresenta un peso economico non indifferente per i malati e per le loro famiglie; ai costi dei farmaci si aggiungono quelli dei mezzi ausiliari (non tutti questi costi vengono assunti risp. rimborsati dalle assicurazioni sociali (assicurazione contro le malattie e/o assicurazione invalidità).
  • Spesso queste malattie hanno pesanti ripercussioni sull’autonomia e la capacità lucrativa delle persone colpite.
  • Per lo sviluppo di farmaci e terapie sono necessari studi clinici che dimostrino l’efficacia del prodotto o del trattamento.
  • Per condurre uno studio clinico sono necessari diversi studi pilota che determinino la dose, i benefici e gli effetti secondari, così da ridurre al minimo il rischio dei malati.
  • Lo sviluppo di una terapia richiede l’identificazione della causa genetica (quale gene è responsabile della malattia) e dei meccanismi che portano dal difetto genetico all’apparizione dei sintomi (perché i muscoli si indeboliscono, perché cala la capacità respiratoria ecc.); solo così è possibile trovare medicamenti specifici o testare farmaci che sono già in commercio per altre patologie.
  • Queste tre fasi della ricerca (identificare i meccanismi, studi pilota e studi clinici) sono da ripetere per ogni singola malattia e hanno costi alti e tempi lunghi.
  • Le grosse ditte farmaceutiche spesso non sono interessate a investire grandi somme per la ricerca nel campo delle malattie rare, a causa dello scarso ritorno economico.

Il ruolo di Telethon

Telethon, come altri enti che si occupano di malattie genetiche rare, si è posto i seguenti obiettivi:

  • Far conoscere l’esistenza e le conseguenze delle malattie genetiche rare, sensibilizzando in merito le autorità politiche, gli operatori del settore socio-sanitario, i ricercatori e la popolazione.
  • Favorire e facilitare lo scambio di esperienze tra le persone colpite da un certo tipo di malattia genetica rara.
  • Informare gli operatori del settore socio-sanitario e mettere in contatto i centri di competenza specializzati.
  • Sostenere, se necessario anche finanziariamente, i malati e i loro familiari nella vita di tutti giorni.
  • Promuovere la ricerca nelle università e negli ospedali, per evitare che la conoscenza delle patologie e lo sviluppo di nuove terapie rimangano in stagnazione per motivi economici.